Albert Edwin Flury

Note di Critica

 

 

Il ritratto, espressione di un gusto raffinato e ricercato mai tramontato, come ogni forma d’arte, gode di un duplice privilegio: nasce dallo spirito

 creativo e vive nella Storia, inalterato, per giunta con un fascino che aumenta nel tempo grazie alle sue peculiarità, le quali costituiscono il tratto distintivo dell’espressività del suo autore.

E’ bellezza d’insieme di gran pregio, diversa e lontana dall’immagine fermata dallo scatto fotografico, al quale va riconosciuto comunque il merito di cogliere l’istante, l’espressione del momento, cristallizzando un’emozione indimenticabile.

Il ritratto invece non riproduce semplicemente, ma crea e, come in ogni creazione, necessita dell’incontro fatidico di due entità in contatto fecondo che, nel caso specifico, sono il soggetto e l’oggetto, ossia l’artista e la persona da rappresentare.

Chi è dunque un bravo ritrattista?

Un rispettoso riproduttore di volti e sembianze o un estroso ricreatore di soggetti filtrati attraverso il prisma della sua personale interpretazione?

Verosimilmente, nessuno dei due.

E’ da configurarsi piuttosto come un artista di solida formazione, sull’esempio dei grandi predecessori, il quale, con un intervento di grande sensibilità, trasvolando su dimensioni diverse, ossia dai caratteri fisici a quelli morali, dall’espressione corporea all’interiorità individuale, realizza con grande abilità una sintesi psicologica che diventa creazione poetica sulla tela, in cui si intuisce quel compenetrarsi delle due sfere umane: i dati esteriori e l’espressività, la forma e il sentimento, la brillantezza cromatica e i chiaroscuri dello sguardo e del sorriso, rivelatori silenziosi delle profondità insondabili di ogni individuo nonché note identificative di fisionomie inconfondibili.

La grande tradizione ritrattistica è popolata da artisti con la passione dello scavo interiore, pazienti lettori e descrittori dei paesaggi dell’anima.

Ecco svelato dunque il segreto del fascino delle loro opere: sono rappresentazioni “vive”, i cui racconti  non esauriscono mai la loro forza attrattiva e incantatrice.

L’opera di Albert Edwin Flury si inserisce pienamente in questa lunga ed illustre tradizione di ritrattisti attenti alla totalità della persona, di cui la sua pennellata ampia e distesa è rivelatrice, grazie ad una sicura padronanza tecnica, formale e ad un eccellente senso dello spazio.

L’alta definizione del disegno è la nota squillante all’interno dei suoi perfetti equilibri compositivi dove il posto d’onore è riservato ai valori pittorici resi nella sintesi tonale tra i colori accesi e brillanti, come gli ocra, i rossi e gli azzurri intensi e compatti in armonioso accordo con la preziosa e delicata trasparenza dei dettagli degli abiti e con lo sfumato degli scorci paesaggistici, ravvisabili nella profondità lontana che i morbidi tendaggi in secondo piano, ripresi in ampi drappeggi, lasciano vedere in tutta la loro delicata luminosità e ricchezza di particolari architettonici.

Nulla di semplicemente decorativo, ma sempre significativo nel vissuto della persona ritratta, così come lo sono gli elementi che accompagnano la figura: lo stemma, i simboli della professione, le decorazioni e le onorificenze sulle giacche delle divise, l’atteggiamento affettuoso verso gli animali inclusi nel dipinto con la loro naturale espressività.

Non si aprono dunque contraddizioni tra l’essere e l’apparire, ma anche l’insieme degli elementi circostanti al soggetto ritratto esprime la stessa serena dignità della persona con cui è in rapporto.

Albert Edwin Flury, sull’esempio dei grandi artisti rinascimentali, come il tedesco Hans Holbein, e di quelli del barocco fiammingo come Anton Van Dyck o Piter Paul Rubens, rivolge la stessa scrupolosa attenzione ai particolari del volto e dell’abito, agli oggetti, alla simbologia della miniatura araldica raffigurata per lo più nell’angolo degli ambienti rappresentati, alle immagini stampate sulla tappezzeria della poltrona, al disegno dei gioielli che risaltano su incarnati alabastrini o che ornano elaborate acconciature raccolte.

La caratterizzazione tipicamente nordica dei volti si coniuga mirabilmente alla plasticità aulica e monumentale di matrice classica che soprattutto i ritratti dei Santi e dei grandi personaggi storici mettono in evidenza.

Non manca inoltre il magistrale tocco di dolce naturalezza nel rendere i particolari fisici femminili delle dita, dei polsi, delle braccia e delle chiome fluenti sulle spalle, precisando nella forma, nella trasparenza e negli intagli, i graziosi merletti a rifinitura di abiti e maniche.

Con la stessa cura del dettaglio indugia sulla fattura degli anelli, sulla montatura dei gioielli, sul colore delle pietre, che contribuiscono significativamente alla descrizione della persona ritratta e confermano il talento raro di  Albert Edwin Flury come ritrattista di raffinato realismo, di distinta ed ineguagliabile eleganza.

Lungi dal riprodurre le semplici apparenze della società aristocratica del suo tempo, l’umanità ritratta da Flury, eterogenea e molteplice, costituita principalmente da nobili, artisti, prelati, giuristi, è resa nella verità dei suoi tratti profondi senza enfasi encomiastica e celebrativa, ma come pittura che rappresenta volti, ambienti e persone trovando in sé la sua ragione d’essere.

Alla gioia di dipingere dell’artista si assomma la gioia dei committenti di essere ritratti, di vedersi protagonisti di un’opera d’arte, che rientra già a pieno titolo in una lunga tradizione in cui Albert Edwin Flury emerge come uno tra i più grandi ritrattisti italiani dal Novecento ad oggi.

I ritrattisti di ogni epoca, come fu detto di Van Dyck, hanno la speciale prerogativa di donare a molte persone, attraverso le loro opere, una vita immortale, consacrata per di più, bisogna aggiungere, dalla magnificenza dell’arte.

Prof.ssa Paola Fabietti Dragone

 

UNA REALTÀ MULTIFORME
nota di Walter Nicolosi

I quadri di Albert Edwin Flury, ritratti ed autoritratti come panorami e paesaggi, sono ghermiture visive di istanti di vita, percezioni immediate di una realtà multiforme in cui il pittore seleziona ed eterna in immagini un'emozione vissuta, un ricordo lieto, un sentimento latente nell'anima.

L'artista utilizza una tecnica pittorica stilisticamente figurativa ed accademica, ma scevra da manierismi estetizzanti, ove l'acribia è subordinata all'intento di cogliere realisticamente ciò che egli osserva per disvelarne le sensazioni recondite e ricercare negli elementi raffigurati il perfetto equilibrio tra forma e sostanza.

Le sue opere sono fortemente influenzate dalla pittura settecentesca, di cui egli è appassionato cultore, e riescono sempre ad affascinare i riguardanti, poiché dialogano contemporaneamente con l'intelletto e con l’inconscio mediante suggestioni subliminali, rifuggendo da fuorvianti metonimie per elevare l'universo ad unico scenario prediletto, i cui protagonisti sono gli abitanti, le loro realizzazioni e la natura, dipinti nella loro genuina spontaneità.

WALTER NICOLOSI - 2008

Dal  brusìo  caotico   dell'arte contemporanea, un   fermarsi  lieto, un riverbero al passato nella  valenza  di   un buon ritratto: così   si manifesta l'arte   pittorica e personale dell'artista Albert Edwin  Flury. Un'amabilità nelle   gesta, nelle   proporzioni, nei  dettagli tanto da  rammentare pittori anglosassoni quali   Gerald  Kelly o lo  stesso   Gerald Brockhurst (...) Ciò  che sorprende maggiormente nella   pittura di  Albert   Edwin Flury è una   più  totale padronanza  pittorica, scenica, quasi teatrale, accompagnata,  intrisa   però da  una sorta di  algido formale  distacco   che detta,  confluisce la netta riconoscibilità  dell'artista (...)

VALERIA S. LOMBARDI - 2006

 

In un’occasione un uomo si ferma ad ammirare alcuni quadri recanti in basso a destra la firma A.E.Flury.
Nell’animo dell’osservatore sensibile vi è il destarsi di antichi ricordi, di splendori lucenti, magia di paesaggi sospesi; di primo acchito egli avverte un legame profondo col passato. (...)
Flury crea il suo mondo nelle sue Opere la cui qualità principale sta proprio nella cura dell’impostazione estetica così come avevano fatto gli antichi Maestri del Nord Europa del XVIII e XIX secolo. Egli infatti ha studiato artisti della levatura di Gainsborough, Reynolds, Vigée-Le Brun, Fragonard, e tutti quei pittori che hanno fatto dell’impostazione estetica una costante del loro lavoro. (...)
Flury non dipinge per scelta; egli dipinge da sempre, da bambino. Il primo riconoscimento ufficiale lo ottiene all’età di soli sei anni dalla Regione Lombardia con uno speciale Attestato di Benemerenza. La prima tela a tempera a sette anni; il primo olio l’anno successivo. Questi eventi non fanno che confermare al giovane la sua strada, che lo porta a quattordici anni a decidere d’intraprendere gli studi artistici. Innamorato della ritrattistica che sente particolarmente vicina, andrà sempre più ad approfondire tale disciplina trovando nelle sfere della borghesia e nobiltà largo apprezzamento.

URSULA PETRONE - 2006

Petrofil Arte International - Milano

   

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pittore ritrattista - dettaglio ritratto

Le Opere di Flury generano stupore e ammirazione. Un Artista fuori dal tempo contingente, autore di lavori che non risentono delle nevrosi e delle ansie di questo terribile quotidiano! Anche i suoi "Vizi Capitali" riescono a restare in un'atmosfera apollinea, lontani da ogni bruttura. Flury fa del distacco, della lucidità interpretativa la chiave di lettura della realtà e insieme del Mito."

BEPPE PALOMBA - 2007

Accademia della Bussola - Napoli

castello di Windsor

 

 

 

 

 

 

 

 

Particolari menzioni vanno al figurativismo classico del britannico Albert Edwin Flury (...)

(Dott. Ermanno Sagliani) - La casa del Pellegrino tra Storia e Arte, 2000 Pompei (NA)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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